EMILIO
AMBASZ

ANDREA
BRANZI

MARIE-ANGE
BRAYER

BRUNO
CORÀ

GILLO
DORFLES

JOSEPH
MASHECK

FRÉDÉRIC
MIGAYROU

CLAUDE
PARENT

LUIGI
PRESTINENZA
PUGLISI

ETTORE
SOTTSSAS JR

JAMES
WINES
 
MARIE-ANGE BRAYER

da Lettura del paesaggio nell'opera di Gianni Pettena, in 'Gianni Pettena', Silvana Editoriale, 2002

Per Pettena il paesaggio dipende innanzi tutto da coordinate linguistiche, e rimane sulla linea di demarcazione tra la fisicità irriducibile della materia e l'azione intesa come costruzione dello spazio. (In lui, n.d.r.) l'arte non ha un senso se non per ciò che si può riferire all'architettura, e a sua volta l'architettura acquista significato solo nell'ambito di logiche artistiche. A cavallo tra queste due discipline creative, Pettena esplora la dimensione dell'evento, l'operatività fisica del concetto, la figuratività della materia, l'immaginario simbolico del linguaggio…

(….) non è il territorio che si codifica nella carta geografica, ma la carta geografica che si materializza nel territorio. L'architettura deve riguadagnare in fisicità, è un misto di territorio e di paesaggio, di costruzione-materia e di carta geografica-natura. La scala degli interventi di Gianni Pettena è anche di tipo narrativo; essa tesse dei legami tra il campo del reale e quello dell'immaginario. Pettena rivendica un approccio "fisicalista" del paesaggio, pur mostrandosi nelle vesti di un archeologo che fa risalire in superficie strati di memoria. La lettura del paesaggio non potrà che essere un esercizio che si muove tra la sua "conoscenza", percettiva, cognitiva e la sua "rimembranza", emozionale, individuale, in cui si proietta la nostra lettura fisica, evolutiva quanto le lente strutturazioni formali del paesaggio.