Assi
di pino e tumbleweeds, m. 5x5x15.
Durata: un mese.
Documentazione: foto b/n e col., disegno di progetto, multiplo numerato
produzione Jabik, filmato 16 mm (perduto)
Definita
dall'autore come "un insolito skyscraper, un luogo di ambiguita' e di
chiarezze fisiche e concettuali", la grande torre/albero - seconda
installazione realizzata come visiting professor insieme agli studenti del
quarto anno di architettura della University of Utah -
fu costruita in un lotto vacante, a pochi passi
dal Campidoglio, nel centro della città. I
tumbleweeds, cespugli che rotolano nei deserti e che nell'immaginario degli
europei sono legati a scenari cinematografici drammatici e selvaggi, sono visti
dall'autore quasi come un simbolo di 'lavorazione' del territorio.
Un elemento di totale casualità e libertà che invece viene imprigionato
man mano che si avvicina alle città dalle reti che delimitano le autostrade.
L'installazione, di cui la stampa del luogo scrisse che era "another
creative expression of Mr. Pettena who believes students need to have physical
rapport with ideas" (da 'University of Utah Review', marzo
1972), intendeva soprattutto ricordare come la natura abbia i propri diritti
anche all'interno di un contesto strettamente urbanizzato, una natura che, pur
assumendo qui la forma di un grattacielo, rimane comunque solo natura.