Il curatore della mostra,
Guido Molinari, affermava, a proposito di questa installazione, che
"l'artista accosta alla costruzione metallica il concetto di crescita in
natura su un unico piano semantico di reciproca adesione" , alludendo al
fatto che la struttura materica in forma di tempio classico (archetipo
architettonico ricorrente nell'opera dell'artista) è questa volta ricoperta
da piante rampicanti che non hanno una funzione ornamentale ma
simbolicamente sottolineano la contiguità e interdipendenza di natura e
architettura. Il tema, che verrà ancora proposto e anzi accentuato in opere
successive, ribadisce un'impostazione concettuale presente nel lavoro di
Pettena fin dal periodo americano che va ora sempre più acquistando valenze
concettuali in contesti urbani e metropolitani.