Casa
unifamiliare e creta.
Durata : un mese circa.
Documentazione: foto b/n e colore, filmato 16 mm (perduto)
L'installazione, realizzata insieme agli studenti
della University of Utah, è ancora uno studio sulla 'lavorazione' della
materia, o piuttosto uno statement sulla rinaturalizzazione di luoghi e
materiali denaturati: un processo che implica fasi di trasformazione successive,
qui accuratamente documentate nel loro svolgersi.
Una
casa abitata, bianca, situata in un quartiere di case simili, middle class,
bianche e tutte devitalizzate dall'anonimicità oltre che dall'uniformità
della colorazione, viene totalmente ricoperta di creta, spalmata a mano, dal
tetto ai vetri, dai muri alle porte, agli scalini. Anche se brevemente, solo per
il tempo necessario perché la creta seccasse, l'edificio acquistò nuova
vita, non soltanto per il diverso colore ma per la 'naturalità' del
materiale usato che si trasforma ed e' vita in ogni momento della sua
evoluzione, del processo di essiccamento, della formazione di cretti, della
presenza degli insetti che lo esplorano.