Allestimento
della mostra "Premio Masaccio",
tamponatura esterna dei colonnati del palazzo:
legno, carta catramata nera e carta stagnola.
Durata: 2 mesi.
Documentazione: foto b/n e col., fotocopie originali, catalogo.
Un
camouflage, una 'diagonale' interpretazione di un edificio rinascimentale
attribuito ad Arnolfo di Cambio. Il
progetto funziona come una invasione degli spazi dei loggiati:
la differenziazione-contrapposizione delle superfici e dei materiali, con
le loro regole e proporzioni, produce quasi una lezione di architettura che, per
una volta, insegna a leggere il palazzo anche come una sequenza di facciata :
chiudere i vuoti del portico, dei loggiati, e ospitare la mostra in questi spazi
recuperati, crea l'occasione per dare la percezione del volume intero e, dopo
alcuni mesi, una volta smontato l'allestimento, ridare la percezione
originaria del luogo.
Il percorso della mostra era realizzato all'interno del porticato e dei
loggiati i cui spazi erano stati volutamente 'devitalizzati', come viene
illustrato nella descrizione dell'epoca : "Il risultato a cui si è teso
era la devitalizzazione del porticato. Mentre
all'interno il nero semplice era strumento sufficiente per innescare il
rapporto astratto fra l'opera e il muro, all'esterno la semplicità del nero
non si presentava più come sufficiente perché poteva divenire profondità buia
consueta. La inequivocità si
raggiungeva dando alla superficie esterna una teatralità strana che non
permettesse alcun tipo di colloquio sommesso con il linguaggio
rinascimentale."