INTEGRAZIONI
Expo Arte, Galleria Megalopoli, Bari, 1985

Legno e acrilico su tela, cm 200x200x80
Durata: Ia esp. 7 giorni Galleria Megalopoli, 2a esp. 2 mesi Groningen Museum.
Documentazione: disegni, schizzi, foto b/n e colore, comunicato stampa.

Un quadro che ha, per una volta, la profondità (e quindi ci si può entrare) è piuttosto un luogo, il luogo del mutamento del nome, il luogo del mutamento della natura, il luogo del mutamento tra reale e immaginario, la porta verso una realtà che, oltre che immaginata, può essere percorsa. Il 'quadro', costruito con correzioni prospettiche, per cui chi è all'esterno può entrare, sedersi sulla panca e appoggiarsi al tavolo, costituisce un'ulteriore lavorazione dello spazio, che viene qui intenzionalmente incorniciato ma anche distorto nella dimensione della profondità. Una forzatura che individua una soglia tra due luoghi, l'esterno e l'interno, tra due realtà, il vero e il possibile, tra due dimensioni, la vita e la morte, quella del quadro 'abitato' e quella del quadro che, esposto come tale, ci appare nella consueta bidimensionalità. "Un viaggio da cui comunque si puo' tornare", dice l'autore.