Legno
e acrilico su tela, cm 200x200x80
Durata: Ia esp. 7 giorni Galleria Megalopoli, 2a esp. 2 mesi Groningen Museum.
Documentazione: disegni, schizzi, foto b/n e colore, comunicato stampa.
Un
quadro che ha, per una volta, la profondità (e quindi ci si può entrare) è
piuttosto un luogo, il luogo del mutamento del nome, il luogo del mutamento
della natura, il luogo del mutamento tra reale e immaginario, la porta verso una
realtà che, oltre che immaginata, può essere percorsa. Il 'quadro',
costruito con correzioni prospettiche, per cui chi è all'esterno può
entrare, sedersi sulla panca e appoggiarsi al tavolo, costituisce un'ulteriore
lavorazione dello spazio, che viene qui intenzionalmente incorniciato ma anche
distorto nella dimensione della profondità.
Una forzatura
che individua una soglia tra due luoghi, l'esterno e
l'interno, tra due realtà, il vero e il possibile, tra due dimensioni, la vita
e la morte, quella del quadro 'abitato' e quella del quadro che,
esposto come tale, ci appare nella consueta bidimensionalità.
"Un viaggio da cui comunque si puo' tornare", dice l'autore.