Documentazione:
foto colore, comunicato stampa, invito.
Per
una mostra il cui sottotitolo era 'Miraggi di Architettura e di Design',
dedicata all'architettura nelle sue espressioni più fantastiche, a progetti e
città in cui ogni spazio architettonico diventa una forma di arte, dalla
pittura alla videografica al fumetto, una rassegna di opere contemporanee
confrontate anche a esempi illustri delle avanguardie storiche, l'allestimento
doveva in qualche modo sottolineare gli elementi di ambiguità e visionarietà
dell'impostazione concettuale della mostra, distinguendosi per contrasto, pur
mantenendo rigore e sobrietà, dall'armonia stilistica dell'edificio
rinascimentale in cui la mostra stessa era ospitata.
Dei tre episodi che la caratterizzavano, il primo era un grande cerchio,
una ideale Stonehenge in cui i menhirs erano oggetti di design, il secondo una
correzione prospettica che 'resisteva' alle leggi della percezione
modificandola: uno spazio divergente che non si percepiva all'ingresso perché
chiuso da un portale ma che, percorrendolo, permetteva per una volta di vincere
la percezione prospettica dello spazio, poiché all'apparenza le linee del
'corridoio' espositivo non convergevano in un punto di fuga ma rimanevano
parallele. Il terzo episodio infine consisteva in una struttura metallica che
all'altezza del soffitto recava sospesi quadri con immagini avveniristiche di
città del futuro.