Documentazione:
schizzi, disegni e relazione di progetto, modelli, foto colore.
(con O. Zoeggeler e V. Negri)
Questo
progetto, primo edificio pubblico realizzato da Pettena, nasce dall'interesse,
che sarà infatti sviluppato negli anni successivi, per il restauro e la
conservazione degli edifici storici, un interesse che via via si inserisce in
una più ampia indagine e analisi critica del contesto urbano e naturale. In
questo caso all'edificio originario degli anni '30 opera di Ettore Sottsass
senior, del quale dopo una lunga e aspra polemica era stata evitata (anche
grazie a Pettena) la distruzione, viene affiancata un nuova costruzione -
inevitabile per le crescenti necessità dell'amministrazione di una località
in continuo sviluppo grazie al turismo sia estivo che invernale - che tuttavia
è in totale dialogo con l'edificio preesistente. La
facciata laterale del palazzo originario viene presa come fonte di ispirazione
per una delle facciate laterali di un nuovo volume che, per lo meno su quel
lato, si presenta come molto simile al precedente: le due facciate, quella
vecchia e quella nuova, formano così, separate ma unite da una superficie
vetrata, un'unica facciata. Una
facciata principale che contribuisce a definire una piazza che non era mai stata
caratterizzata come tale, suturando anzi la smagliatura del tessuto urbano
provocata da quel lotto che, pur molto centrale, era rimasto vacante.
I due volumi si confrontano, l'edificio moderno rispetta l'altro senza
perdere il diritto di parlare il linguaggio del proprio tempo.
Il nuovo volume, attraverso il collegamento vetrato, mantiene una certa distanza
rispetto al volume esistente e si spezza esso stesso in due volumi, creando in
pratica un incrocio pedonale tra il nuovo edificio e il vecchio e tra i due
tronconi del nuovo edificio: un incrocio pedonale che fra l'altro si sviluppa
su due distinti livelli. Essendo poi questo un edificio pubblico, le pareti di
collegamento dei due edifici, così come quelle verso l' esterno dei due
tronconi dell' edificio nuovo, vengono chiuse col vetro, al fine di rendere
questo nuovo brano di tessuto urbano autonomo sul piano climatico in un luogo in
cui per una buona metà dell'anno il clima è particolarmente rigido, e lo
spazio così individuato può diventare una piazza pubblica, uno spazio comune
utilizzato ed apprezzato come tale. Il
Municipio dunque come il luogo della rappresentatività, dell'amministrazione
democratica che offre al pubblico una propria funzione, si accolla le funzioni
di tessuto urbano che altrimenti non esiste, le funzioni di una piazza, di un
luogo d'incontro.