Pannelli
sagomati in legno dipinto e plexiglass.
Durata:
1 mese circa.
Documentazione: disegni di progetto, foto b/n.
L'allestimento
era giocato ancora su una lavorazione dello spazio, compiuta da tre soli, forti
elementi, un grande 'Zot' e due cunei-stanza, sufficienti a organizzare le
diverse zone espositive, pur producendo ambienti assolutamente minimali rispetto
all'importanza del contesto medievale. Una
scansione dello spazio che tuttavia per l'impostazione concettuale, d'altra
parte realizzata in dialogo con l'artista espositore (Maurizio Nannucci), con
la sua presenza finiva per rivaleggiare con le opere esposte, quasi riproponendo
la situazione dell'allestimento del Premio Masaccio a San Giovanni Valdarno
del 1968 che, con l'intervento 'radicale' sul Palazzo d'Arnolfo aveva in
certo modo distratto l'attenzione del pubblico dai lavori in mostra.