La mostra, che aveva esteso l'impostazione essenzialmente storica della precedente Radicals (Biennale di Venezia, 1996) fino al contemporaneo, integrando disegni d'architettura con installazioni d'artista, pezzi di design con visioni d'ambiente dei maestri e dei giovani studenti partecipi dell'allestimento, doveva essere allestita nel cinquecentesco Palazzo Fabroni in cui gli spazi, pur ampii, mal si adattavano al tema per la loro eccessiva uniformità . Pettena, qui in veste di critico, curatore della mostra, interviene con un atto minimale, il gesto di sollevare in ogni stanza l'intonaco, creando quasi delle 'branchie' per far respirare all'edificio l'area contemporanea del tempo presente. Un pensiero che riporta inoltre ad alcuni disegni di Grass Architecture presentati al Concorso Trigon di Graz nel 1971 in cui il terreno, e la natura, sembravano fondersi con l'idea stessa di architettura.