Legno,
cemento, sabbia, acrilico su carta, grafite.
Durata: 15 giorni.
Documentazione: disegni di progetto, schizzi, foto b/n e colore,
comunicato stampa.
Questo lavoro è forse il
primo in cui Pettena denuncia chiaramente l'interesse, tuttavia già espresso
anche in opere precedenti, verso la percezione, le correzioni prospettiche, la
produzione di ambienti o oggetti che indagano la terra di nessuno tra reale e
immaginario. Questa panca infatti
è un oggetto 'vero' e al tempo stesso
illusorio perché dipinto, oppure può essere letto al contrario come una
fantasia che si fa realtà. Il
motivo della 'sovrapposizione' si ripete poi per ogni parete della galleria
che in qualche modo è riflessa in quella di fronte, come per la facciata
interna dell'ingresso che viene disegnata a matita sulla facciata
contrapposta. Dunque tutto prosegue
nel suo doppio, si raddoppiano le rappresentazioni e le sovrapposizioni: agli
elementi esistenti corrispondono superfici di risposta.
L'intero ambiente propone diversi modi sovrapposti di leggere in chiave
visuale la descrizione di un evento fisico: perché specchiata, l'ombra della
parete di fronte si è trasferita su l'altra, ne porta i segni fisicizzati.
Ciò che è rimasto reale, tridimensionale, continua sé stesso in una
vita fantastica, oppure un pezzo di racconto smette di raccontarsi, diviene, è. E di fronte, uno specchio raccoglie tutte e due le cose, sullo stesso piano.
" Un disegno che racconti una panca di pietra interrotta da una parete.
Sulla panca vera e sulla panca disegnata si proietta la panca disegnata
che contiene anche un foglio che descrive la panca e magari anche io seduto
sulla panca
(G.P. in comunicato stampa Galleria Speciale, 31 marzo 1984).