Album
cm 35x50 tavole cartoncino foto e disegni proposte n. 1, 2-3-4 (con Giuseppe
Chiari), 9, 10
Proposta n.6, "Nuovo suolo", collage cm. 31x46
Proposta n. 7, "Inprisonment ", disegno cm.100x70, colorato nel 1980, colore
e inchiostro su carta ; "Architectural project #2 (Planes crossing)",
disegno cm. 30x42, colore e inchiostro su carta
Proposta n.11, "Instantaneous birth", disegno, colore e inchiostro su carta,
Proposta n.12, "Conservazione" , collage cm. 10x10
Proposta n.13, "Sedie e tavolo
d'erba", disegno a matita cm 35x50
Proposta n. 14, "Grass Architecture 1", 2 disegni a matita cm 35x50 ,
"Grass Architecture 2", disegno a matita cm 35x50 (anche retro)
Proposta n.15, "Do-it-yourself", collage cm. 10,5x9,
Altra documentazione: 3 schizzi a matita cm 20x28 + 1 su carta gialla, foto b/n, fotocopie originali
Tra
le 15 proposte presentate al concorso, alcune delle quali (n.2-3-4) elaborate
insieme a Giuseppe Chiari, diverse si segnalavano per l'impostazione
'visionaria' di stampo tutto concettuale, di riflessione critica sulla
condizione del tempo dell'architettura come disciplina, e di maggiore affinità
al campo delle arti visive nell'osservazione del rapporto città-natura,
dell'artificiosità e banalità del costruito rispetto alla genuinità e alla
forza dell'ambiente naturale. In
particolare i disegni di Grass Architecture, uno dei quali ottenne il I°
premio (n.13), costituiscono un preciso statement, reclamano l'uso di
materiali naturali per un'architettura in cui la materia quasi sempre muore,
così che l'architettura che invece si inventa come risultato della natura e
della mano dell'uomo, dell'intuizione e della logica, si svesta di tipologie
e riconoscibilità dettate dalle funzioni e ritorni libera, confondendosi con il
paesaggio.
Nel disegno Inprisonment, il passaggio di aerei in
formazione 'lavora' il cielo sopra Graz, fisicizzando temporaneamente,
visualizzando, ciò che la imprigiona e imprigiona l'architettura: il rigore
geometrico del moderno che insegue le perfezione della classicità e non sa
delle sue imperfezioni che la resero eterna.
In Frozen town la città, come uno scheletro di dinosauro, si
intravede in trasparenza sotto una coltre di ghiaccio che la ricopre, e continua
a vivere, o sopravvivere come se nulla fosse successo, ma dal di fuori sembra
tutto immobile…mentre in Parking l'automobile ordinatamente
parcheggiata è dentro una 'sua' atmosfera, fisica, consistente.
E' forse generatrice di una condizione che si espanderà
ovunque oppure è ciò che resta di un'epoca precedente, un reperto cui la
città attorno è del tutto indifferente? E
ancora, Instant birth of a tree ricorda
come la natura continui ad esistere sotto la città, ad accumulare energie,
silente o minacciosa. Quella
medesima energia che, per un semplice spostamento delle faglie, può esplodere
in eventi anche brevissimi ma terribili: ma in questo caso la natura sembra
amica, anzi lo è sempre, o forse no.