DIALOGO CON      DICONO DI LUI       ATTIVITA DIDATTICA                  



MARIE-ANGE BRAYER



Lettura del paesaggio nell'opera di Gianni Pettena

(In "Gianni Pettena", Silvana Editoriale, 2003)

 

Per Pettena il paesaggio dipende innanzi tutto da coordinate linguistiche, e rimane sulla linea di demarcazione tra la fisicità irriducibile della materia e l'azione intesa come costruzione dello spazio. (In lui, n.d.r.) l'arte non ha un senso se non per ciò che si può riferire all'architettura, e a sua volta l'architettura acquista significato solo nell'ambito di logiche artistiche. A cavallo tra queste due discipline creative, Pettena esplora la dimensione dell'evento, l'operatività fisica del concetto, la figuratività della materia, l'immaginario simbolico del linguaggio…

 

(….) non è il territorio che si codifica nella carta geografica, ma la carta geografica che si materializza nel territorio. L'architettura deve riguadagnare in fisicità, è un misto di territorio e di paesaggio, di costruzione-materia e di carta geografica-natura. La scala degli interventi di Gianni Pettena è anche di tipo narrativo; essa tesse dei legami tra il campo del reale e quello dell'immaginario. Pettena rivendica un approccio "fisicalista" del paesaggio, pur mostrandosi nelle vesti di un archeologo che fa risalire in superficie strati di memoria. La lettura del paesaggio non potrà che essere un esercizio che si muove tra la sua "conoscenza", percettiva, cognitiva e la sua "rimembranza", emozionale, individuale, in cui si proietta la nostra lettura fisica, evolutiva quanto le lente strutturazioni formali del paesaggio.