PAESAGGI DELLA MEMORIA

Oltranto, Castello Aragonese, 1987

 

Nella mostra "Il ritorno dell'arte. Viaggio all'interno della dimensione mediterranea", il tema era stato proposto all'interpretazione di artisti, architetti e designers nel suggestivo scenario di un luogo che già in sé era espressione della ricchezza culturale derivante dalla commistione di civiltà diverse. Pettena realizza un'opera con cui risponde alle molteplici sollecitazioni culturali eliminando i confini tra le diverse discipline così come le limitazioni spazio- temporali implicite nel concetto di 'mediterraneità'. L'oggetto è infatti estremamente 'disegnato' e funzionale, oltreché realizzato in un materiale tipicamente industriale, mentre il suo contenuto (le sagome scolpite delle montagne della propria infanzia), metafora di ogni possibile interpretazione personale del tema universale del paesaggio, gli conferisce significato artistico, lo carica dei valori della poesia, della memoria di uno spazio e di un tempo che qui acquistano, grazie al contesto, anche la dimensione della 'mediterraneità', accentuata poi dall'accostamento alla sabbia e dall'essenzialità dell'ambientazione. E' un'opera che come altre di questi anni rivela la 'scoperta' da parte dell'autore di una vena artistica più intimista, capace di esercitarsi senza vergogne o rimpianti anche al di fuori e al di là delle necessità della propria disciplina di formazione. Se la valigetta/catalogo dei paesaggi scoperti negli USA (Already seen portable landscapes, 1973) era cioè essenzialmente uno statement sullo spazio e sull'architettura, questa è piuttosto una valigia di memorie che precedono l'architettura, e forse ne prescindono.