POLTRONA "OMBRA"

1986

 

Realizzata per la Galleria Speciale e esposta per la prima volta all'Expo Arte di Bari e in seguito in Olanda al Groninger Museum (1990) e al Centro Pecci per l'Arte Contemporanea di Prato in occasione della mostra "Habitus, Abito, Abitare" (Biennale di Firenze 1996) e nella mostra Archipelago a San Giovanni Valdarno. La 'poltrona' si ricollega, con implicazioni più inquietanti, di maggiore ambiguità, al progetto della sedia da indossare realizzato negli Stati Uniti nel 1971, epoca in cui l'ideologizzazione era maggiore e l'intervento implicava piuttosto un'analisi del comportamento e una deliberata, ironica critica delle relazioni e dei ruoli sociali. In questo caso invece l'oggetto è intimamente legato a chi lo crea. Pettena, che per realizzarlo aveva usato un suo vecchio cappotto, lo descrisse con queste parole: "Ombra, estensione della mia corporeità. Ho abitato lì dentro, e mantiene la mia forma, la memoria di me" (G.P. in catalogo mostra 'Habitus, Abito, Abitare'). Il 'cappotto' è strutturato tra fodera e tessuto con elementi flessibili che permettono a chi lo indossa di sedersi, ma che gli conferiscono anche autonomia propria perché, se non indossato, esso acquista il ruolo di una qualunque poltrona, che prescinde da chi la usa. Dunque, la molteplicità dei ruoli, delle funzioni, dei soggetti, determina ambiguità, e ansia per chi, avendola ideata, realizzata e 'abitata', ne percepisce le implicazioni più inquietanti, quelle di un'ombra anomala, di un altro sé che esiste anche senza di noi.